I paesaggi e le campagne si trasformano ogni giorno sotto i nostri occhi disattenti, a segnalare l'intervento dell'uomo nel suo procedere alla ricerca di più facili condizioni di vita, per soddisfare esigenze che fanno parte del nostro reale. Allora, scomparsi i pagliai di un tempo che erano fatica e sudore, scomparse le falci che erano anche momenti di festa per un raccolto, noi proponiamo qualche piccolo ricordo nel tempo, abbastanza recente, eppure lontano, per rievocare luoghi e profumi di un tempo che è stato. Crediamo di non essere contro la storia quando ricordiamo, non siamo sognatori di un passato trasfigurato dal progresso, ma teniamo a conservare almeno nella nostra memoria le radici che ci fanno uomini con un lungo passato, il nostro passato.

La Scartozzata

Verso la fine di Settembre, quando le pannocchie di granturco erano mature e venivano accatastate sull'aia in cerchi, nei casolari campagnoli si svolgeva la scartozzata che consisteva nel togliere alle pannocchie di granturco le foglie. L'ora più propizia era il tramonto, nella notte il lavoro continuava alla luce di lumi ad olio ed acetilene. Si riunivano uomini e donne dei casolari vicini e la festa giungeva al culmine con i canti degli innamorati e degli scartozzatori, che erano accompagnati dai suonatori di organetto. L'allegra compagnia alternava a canti d'amore simpatiche stornellate durante il lavoro notturno; il tutto mentre veniva servita polenta sulla spianatora, innaffiata da buon vino che rendeva meno monotono il lavoro. I più giovani ballavano il saltarello mentre i vecchi si cimentavano in lunghi cori e stornelli. Gli sfogli raccolti venivano utilizzati per il pasto alla mucche e per fare comodi pagliericci (materassi). Il granturco sfogliato veniva essiccato al sole e poi portato con i carri ai mulini per la macinatura dove veniva ricavata farina.

La Mietitura

La mietitura, che un tempo veniva eseguita a mani con la falce, era anche occasione per riunirsi tutti allegramente nei campi dall'alba al tramonto bevendo e mangiando i cibi preparati dalla "vergara -.
In quei giorni le campagne calde ed assolate risuonavano di voci e di canti e si coloravano vivacemente di mille colori dei vestiti dei mietitori, bardati dietro grandi cappelli di paglia dalle larghe falde. I loro canti esprimevano la festosità e giocondità degli animi, le cui aspirazioni non andavano oltre all'augurio di un buon raccolto.


FIERE

Le fiere del nostro paese hanno una tradizione antichissima. SI svolgono il 5 e il 20 di ogni mese. Soprattutto quella del 5 del mese ha sempre richiamato e richiama tuttora molte persone del circondario. Un'altra fiera di origini molto antiche è la fiera di "S. Lorenzo" che si svolge nella omonima contrada il 10 di Agosto. Di recente, è stata istituita la "Fiera della Strenna" che si svolge nel periodo pre-natalizio nel centro storico.

FESTE

Festa di S. Antonio

Da sempre i montottonesi hanno festeggiato S. Antonio Abate, protettore degli animali. Essendo Montottone un paese ad economia agraria la devozione verso S. Antonio è stata molto sentita e forte. Si festeggia il 17 Gennaio con la benedizione degli animali, la tradizionale offerta del pesce fritto e della panette benedette.


Festa della Madonna della Grazie

Il 15 Giugno di ogni anno i montottonesi celebrano con forti sentimenti di devozione la festa della Madonna delle Grazie, in ricordo dei 200 montottonesi che, per rappresaglia, stavano per essere fucilati dai tedeschi e che, dopo molte vicende che accaddero la mattina del 15 Giugno 1944, furono salvati.

Manifestazione della "BROCCA D'ORO" (mese di Luglio-Agosto)

Bambini in Piazza: giorno di Carnevale
5 Settembre Festa del Patrono: S. Fabiano - S. Sebastano
Nel periodo natalizio: Scenografie per le vie del centro storico
Mostra Artigianato Locale : mese di Agosto

La Festa delle Cove

Unitamente alla mietitura si svolgeva ogni anno nel nostro paese la festa "delle cove". Aveva inizio con una sfilata di carri trainati da buoi che dalla chiesa della Madonna delle Grazie, passando per Via S. Lorenzo, entrava nel Corso Vittorio Emanuele, seguita da una folla multicolore che cantava canti caratteristici campagnoli. I carri colmi di covoni di grano, giravano davanti alla Cassa di Risparmio e si fermavano in Piazza Mario Cifola dove si svolgeva la trebbiatura, circondata da suonatori e danzatrici. Il grano ricavato si metteva all'asta e la festa si concludeva con canti, balli e stornelli al suono dell'organetto

La vita dei nostri Nonni

- Nei tempi passati i contadini usavano infilzare nei terreni seminati croci di canna con le palme benedette che secondo la credenze popolari erano propiziatorie contro la grandine. In questi terreni si soleva mettere "i margutti" per spaventare i passeri in maniera che non arrecassero danni al raccolto.
- Le case rurali di una volta avevano il forno per cuocere il pane "ú furnu pè coce 6 pà".
Il pane veniva preparato dalla "vergara" e i filotti venivano messi su "a tavola d'6 pà" e portati al forno che a sua volta il vergaro aveva provveduto a 'TochegghjiarlW' cioè portarlo alla temperatura per la cottura, usando l'attizzatoio (mestacafúrnîi) per favorire meglio la combustione della legna e lo spazzafumo (m6nnacciîi) con cui si ripuliva il fondo per prepararlo alla cottura.
Per ridurre a tritume gli acini di granturco si adoperava la macina a mano (màcénétta pè sfarrà e gli acini una volta lessati (i sfàrritti) venivano mangiati.
Nelle case si usava porre sul muro esterno sopra il portone una "iconetta" con l'immagine della Madonna. Segno di fervente sentimento religioso e di devozione; mentre nella parte interna sinistra dell'uscio di casa si inchiodava un ferro di cavallo come portafortuna.
Ogni anno i "féstar61P della festa di S. Antonio davano ai contadini il calendario di "S. Antonio Abate" che questi mettevano nella stalla a tutela del proprio bestiame.
Per fare i filati si usava la canapa che veniva lavorata in casa, per la prima pestatura veniva utilizzato un macinone obliquo a mano "`a macegna".
- Nei mesi estivi, che erano tempi di raccolti, i contadini lavoravano dall'alba al tramonto consumando vari pasti.
Dopo un'abbondante colazione (a colaziò), la vergara provvedeva a preparare uno spuntino (îl frati). Tra il pranzo e la cena si consumava la merenda (`a `mèrénna) e un altro spuntino (`a `merénnétta).
- La pulitura dei campi dalle erbacce che infestavano i raccolti veniva effettuata a mano (m6nnà) con un piccolo arnese tagliente (facetta).
- In quei tempi i cacciatori esercitavano la caccia da appostamento fisso nei "ràccoti" che erano luoghi chiusi da piante e da reti dove dentro una casetta di muratura si guardava dalle fessure la discesa dei fringuelli e dei tordi, richiamati dal canto degli uccelli ciechi posti in gabbia.

Il Dialetto

Il dialetto di Montottone ha radici antichissime, con similari assonanze con quello parlato nel Nord della provincia di Ascoli Piceno, del maceratese, compresa la parte centrale della Regione Umbra.
La similarietà con tale dialetto é sostanziale nelle parole mentre varia nella tonalità e nella cadenza di connessione delle singole vocali.
Le uniche differenze degne di nota sono nella finale della vocale che, nelle nostre parole dialettali, termina con la "U"; con suono glutturale chiuso, e in alcuni articoli il montottonese si "mangia" la consonante.
Il dialetto è parte integrante della nostra cultura, del modo di essere e quindi è dovere tramandarlo alle future generazioni in modo che esse mantengano sempre in vita quel ricco patrimonio dei nostri padri

Festa dei Combattenti

Viene organizzata il 4 novembre dalla locale sezione Combattenti e Reduci.
E' importante ricordare il valore e il sacrificio dei caduti i quali, con le loro miserie, hanno dato quella spinta propulsiva e determinante al nostro progresso.
Incontro inteso, come momento di riflessione sulla vita, sulla storia e sugli errori degli uomini, come monito ai giovani affinchè i tragici fatti del passato non si ripetano in futuro

Commemorazione del Patriota"MARIO CIFOLA"

L'Amministrazione Comunale ogni anno commemora il patriotta Mario Cifola che sacrificò la sua vita per cambiare il destino segnato di duecento montottonesi che per rappresaglia stavano per essere fucilati dai tedeschi. Ricordo di un grande esempio da rendere pienamente coscienti le giovani generazioni che le conquiste e i diritti di oggi hanno avuto un prezzo pagato da chi fermamente credeva negli ideali di libertà e di progresso. Ricordo come fermo auspicio che sulle lacrime passate emerga quello spirito e quella cultura di vita affinché l'umanità non ricordi più simili eventi.

Gastronomia Marchigiana e Montottonese

Montottone offre al turista quanto di buono e genuino e tipicamente marchigiano si può gustare, apprezzare e difficilmente dimenticare. Dalla sua generosa terra, dai sapori e colori tipici si denota l'amore per le cose non solo belle ma anche buone, esaltandone le caratteristiche migliori.


Piatti Tipici del Paese

Primi Piatti : Tagliatelle al ragù - Polenta - Vincisgrassi - Pappardelle alla papera - Cannoli
Secondi Piatti: Baccalà con patate - Trippa - Frittata con Pancetta e Salsiccie - Coniglio in potacchio - Roast Beef - Vitello Tonnato - Stoccafisso - Porchetta - Olive, Cremini - Castrato - Agnello alla brace - Bistecche e Salsiccie di Maiale - Fagioli con le Cotiche.
Piatti Tradizionali:"FRASCARELLI": A suo tempo cibo dei poveri ora con l'aggiunta di alcuni ingredienti piatto gustosissimo e ricercato. "VINCISGRASSI": Piatto ricorrente e tipico della cucina marchigiana, la tradizione vuole che questo piatto sia legato al generale austriaco Windisch Graetz che nel 1799 era di stanza ad Ancona con le sue truppe.


Dolci Tipici
Nel campo dei dolci regnano sovrani Frappe - Ciambelloni - Cicerchiata - Ciambelline al Mosto e Anice - spesso accompagnate da un bicchiere di "vino cotto".
Dolce tradizionale : il ciambellotto
Il più antico dolce marchigiano trae il suo successo dalla semplicità della lavorazione e dalla possibilità di essere prodotto in quantità notevole. Nel passato lo si usava offrire alle feste: Matrimoni, Cresime, Battesimi e alla festa della "battitura" che oggi viene confezionato a forma di una grossa ciambella e consumato preferibilmente insieme al vino cotto.
Altri Dolci
Natale: - Pizza con i Fichi - Frittelle Natalizie
Carnevale: - Castagnole e Frittillitti
Pasqua: - Dolci vari - Caciù
Ritrovi Turistici
Ristorante "La Brocca" - Viale Trieste - Tel 775120
"Aquile Nere" - Via Rivo - Campo di volo per ultraleggeri
- Nel Mese di Maggio è usanza dei montottonesi fare merenda in campagna con fava e formaggio. - Nel mese di Novembre si degustano castagne con vino novello dei nostri vigneti.
Specialità paesane - Vino cotto e Mistrà