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Esercizi a Risposta Multipla 1
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Canzoniere - I "Voi ch'ascoltate in rime sparse..." ( Francesco Petrarca)
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond'io nudriva 'l core
in sul mio primo giovenile errore
quand'era in parte altr'uom da quel ch'i' sono,
del vario stile in ch'io piango et ragiono
fra le vane speranze e 'l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.
Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;
et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.
Nel verso evidenziato si ripete lo
stesso suono –M- all'inizio di più parole vicine.
Questa figura di ripetizione si
chiama:
Paranomasia
Allitterazione
Anafora
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Esercizio 2
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Canzoniere - "S’amor non è, che dunque è quel ch’io sento?"
(Francesco Petrarca)
[…] O viva morte, o
dilectoso male,
come puoi tanto in me, s'io no 'l consento? […]
Nel verso evidenziato, il poeta accosta due parole, “morte”
e “viva”, che esprimono concetti contrari.
Questa figura semantica si
chiama:
Ossimoro
Metonimia
Sinestesia
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Esercizio 3
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Il bove (Giosuè Carducci)
T'amo, o pio bove; e
mite un sentimento
Di vigore e di pace al cor m'infondi,
[…] E del grave occhio
glauco entro l'austera
Dolcezza si rispecchia ampio e quieto
Il divino del pian silenzio verde.
Nel verso evidenziato, il poeta usa l’aggettivo “verde” che
è un dato visivo, accanto alla parola “silenzio” che è un dato uditivo. Questa figura semantica si chiama:
Similitudine
Metafora
Sinestesia
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Esercizio 4
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"A Silvia"
(Giacomo Leopardi)
[...] Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela. [...]
Nel verso evidenziato, il poeta
dice: 'le sudate carte' per 'lo studio che fa sudare sui libri'. Questa figura semantica si chiama:
Sinestesia
Metonimia
Ossimoro
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Esercizio 5
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"Il sogno della vergine, 39-41"
(G. Pascoli)
La vergine dorme. Ma lenta
la fiamma del puro alabastro
le immemori membra tenta; [...] Tu fiore non retto da stelo,
tu luce non nata da fuoco,
tu simile a stella nel cielo;
Nel verso evidenziato, il poeta paragona la Vergine ad una stella. Questa figura semantica si chiama:
Similitudine
Sinestesia
Metonimia
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