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INFORMAZIONI GENERALI
Strumento
musicale a pizzico, dotato di 47 corde tese tra la cassa di risonanza e una
mensola, con un'estensione di 6 ottave e mezza e intonato in do bemolle
maggiore. I suoni estranei a questa tonalità si possono ottenere agendo su 7
pedali a doppia tacca; ogni corda è in grado di produrre tre note diverse ed è
possibile costruire una scala cromatica. L'arpa, che è giunta alla forma
attuale attraverso continui perfezionamenti e modificazioni, è uno strumento
antichissimo, noto inizialmente in Asia Minore e in Egitto: è documentato fin
dal 3000 a. C. e se ne ha un esemplare che risale al 2700 e proviene dall'area
sumero-mesopotamica. Le arpe arcuate, nelle quali la mensola e la
cassa armonica formano una curva simile a quella di un arco, erano già diffuse
in Mesopotamia e in Egitto fra il 3000 e il 2000 a.C., mentre quelle di tipo
angolare (nelle quali la mensola e la cassa armonica formano una curva
simile a quella di un arco) comparvero successivamente. Queste ultime
sopravvivono oggi in alcune regioni dell'Africa, nel Myanmar, nella Siberia e in
una ristrettissima area dell'Afghanistan. Nel
Medioevo, le arpe di tipo angolare furono molto diffuse nella musica
araba e persiana; in Persia sono state usate fino alla fine del secolo
scorso. In Europa penetrò presso i popoli nordici
diffondendosi soprattutto in Inghilterra e Irlanda, dove col nome di
clairseach assunse il carattere di strumento nazionale; passò quindi
nell'area centro-meridionale del continente, adottata dai Minnesänger, e
verso il sec. XIV in Italia. Fu introdotta nell'orchestra nel sec. XVII, con
C. Monteverdi, ma ne divenne parte veramente integrante soltanto con i musicisti
romantici. Nel sec. XVIII lo strumento fu migliorato, dapprima dal tedesco
Hochbrucker, inventore dei pedali (1720), poi dal francese Sébastien Erard, che
verso il 1790 perfezionò il sistema a doppia tacca o doppio movimento. Per
consentire modulazioni più rapide, agli inizi del Novecento fu inventata un'arpa
cromatica che però, dopo il favore iniziale, fu abbandonata, soprattutto per le
difficoltà di diteggiatura che imponeva. COME SI OTTIENE IL SUONO Si ottiene il suono
pizzicando dolcemente alcune delle 46 o 47
corde parallele fra loro,
presenti sullo strumento, che vengono
accorciate dalla pressione delle dita, per cui ciascuna emette un solo
suono. Con i pedali, l'intonazione del suono viene elevata di uno o due
semitoni.
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